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Quando il ministro dell'eucaristia ha l'obbligo di negare la comunione

D. – Eccellenza, sembra che oggi prevalga una visione lassista nel ricevere l'eucaristia. Perché?

R. – Una delle ragioni per cui credo che questo lassismo sia andato sviluppandosi è l'insufficiente enfasi nella devozione eucaristica. [...] Senza devozione al santissimo sacramento la gente perde rapidamente la fede eucaristica. Sappiamo che c'è una percentuale elevata di cattolici che non crede che sotto le specie eucaristiche ci siano il corpo e il sangue di Cristo. [...]

Un altro aspetto è la perdita del senso di collegamento fra il sacramento dell'eucaristia e quello della penitenza. [...] La gente va regolarmente a comunicarsi e forse mai, o molto di rado, si confessa. [...]

Si somma a questo il senso sviluppatosi a partire dalla sfera civile che consiste nel credere che ricevere l'eucaristia sia un diritto. [...]

D. – Ci sono leggi della Chiesa per impedire condotte inadeguate da parte dei fedeli a beneficio della comunità. Fino a che punto la Chiesa e la gerarchia hanno un obbligo di intervenire allo scopo di chiarire e correggere?

R. – Nei riguardi dell'eucaristia, ci sono due canoni che hanno a che fare con la ricezione del sacramento. Essi hanno come scopo due beni.

Un bene è quello della persona stessa, perché ricevere indegnamente il corpo e il sangue di Cristo è un sacrilegio. [...] Quindi per il bene della persona stessa la Chiesa deve istruirci dicendoci che ogni volta che riceviamo l'eucaristia dobbiamo prima esaminare la nostra coscienza.

Se abbiamo un peccato mortale sulla coscienza dobbiamo prima confessarci di quel peccato e ricevere l'assoluzione e, soltanto dopo, accostarci al sacramento eucaristico. Molte volte i nostri peccati gravi sono nascosti e noti solo a noi stessi [...] ma ci sono casi di persone che commettono peccati gravi deliberatamente e sono casi pubblici, [...] per esempio pubblicamente appoggiano l'aborto. [...] Una persona che commette peccato in questa maniera è da ammonire pubblicamente in modo che non riceva la comunione finché non abbia riformato la propria vita.

Se una persona che è stata ammonita persiste in un peccato mortale pubblico e si avvicina per ricevere la comunione, allora il ministro dell'eucaristia ha l'obbligo di rifiutargliela.

Perché? Innanzitutto per la salvezza della persona stessa, cioè per impedirle di compiere un sacrilegio. Ma anche per la salvezza di tutta la Chiesa, per impedire che ci sia scandalo in due maniere.

Primo, uno scandalo riguardante quale debba essere la nostra disposizione per ricevere la santa comunione. In altre parole, si deve evitare che la gente sia indotta a pensare che si può essere in stato di peccato mortale e accostarsi all'eucaristia.

Secondo, ci potrebbe essere un'altra forma di scandalo, consistente nell'indurre la gente a pensare che l'atto pubblico che questa persona sta facendo, che finora tutti credevano fosse un peccato grave, non debba esserlo più tanto, se la Chiesa permette a quella persona di ricevere la santa comunione.

Se una personalità pubblica che apertamente e deliberatamente sostiene i diritti abortisti riceve l'eucaristia, che cosa finirà per pensare la gente comune? Essa può essere portata a credere che è corretto sopprimere una vita innocente nel seno materno. [...]

D. – Alcuni dicono che fa parte del diritto di ricevere la comunione il non sentirsi dire da nessuno, neppure da un vescovo, cosa devono fare al riguardo. Cosa ne pensa?

R. – Anzitutto bisogna dire che il corpo e il sangue di Cristo sono un dono dell'amore di Dio per noi. Il più grande dono, un dono che va oltre la nostra capacità di descriverlo. Dunque nessuno ha diritto a questo dono, esattamente come non abbiamo mai diritto a nessun dono che ci viene fatto.

Un dono è gratuito, causato dall'amore, e ciò è precisamente quanto Dio fa ogni volta che partecipiamo alla messa e riceviamo la santa eucaristia. Pertanto, dire che abbiamo diritto a ricevere la comunione non è corretto.

Se vogliamo dire che, se siamo ben disposti, possiamo accostarci all'eucaristia nella messa che si sta celebrando, che abbiano il diritto di ricevere la comunione nel senso che abbiamo il diritto di avvicinarci per farlo, allora sì, questo è vero.

Orbene, nella ricezione della santa eucaristia sono coinvolti Nostro Signore stesso, la persona che lo deve ricevere, e infine il ministro del sacramento, che ha la responsabilità di assicurarsi che l'eucaristia sia data solo alle persone degne di riceverla. Certamente la Chiesa ha il diritto di dire a chi persiste in un grave peccato pubblico, che non potrà ricevere la comunione finché non sarà ben disposto per farlo.

Questo diritto del ministro di rifiutarsi a dare la comunione a qualcuno che persiste in peccato grave e pubblico è salvaguardato dal codice di diritto canonico nel canone 915. Altrimenti, se si vede negare il diritto del rifiuto a dare l'eucaristia a un peccatore pubblico che si avvicini a riceverla dando scandalo a tutti, è il ministro che viene messo in situazione di violentare la propria coscienza al riguardo di una materia gravissima. Ciò sarebbe semplicemente sbagliato.